[Elettronica] Il caricabatterie


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Le batterie “Li-Po” che impieghiamo per il nostro hobby devono essere ricaricate solo con degli appositi caricabatterie, dedicati esclusivamente a loro. Questo perché essi hanno delle particolari caratteristiche tecniche che i normali caricabatterie non hanno; utilizzare questi ultimi per le “Li-Po” è rischioso per noi e per le batterie.

Esistono sul mercato moltissimi caricabatterie. Partiamo dai più economici.

Normalmente sono sistemi rivolti a batterie “Li-Po” 2S massimo 3S, che effettuano la carica utilizzando la presa di bilanciamento della batteria stessa; questo modo di operare crea gravi problemi alla batteria perchè tende a sbilanciare le celle di quest’ultima, con la conseguente diminuzione della vita della batteria stessa. Non sono mai programmabili e non possiedono alcuna funzione di storage; ne consegue che questo tipo di operazione andrà fatta prendendo noi il tempo di carica e misurando manualmente, per mezzo di un tester (meglio se digitale), il voltaggio di ogni cella. Sono caricabatterie che vanno acquistati solo se si ha un budget di spesa “ridotto veramente all’osso”.

Lasciati i caricabatterie entry level, passiamo a quelli programmabili semi-professionali e professionali.

Essi sono quasi sempre in grado di caricare diverse tipologie di batterie: si va dalle “Li-Po” alle “Pb”, passando per le “Life” e le “Li-Ion” e finendo con le “NiMH” e “NiCd”. Presentano un apposito display e dei pulsanti per mezzo dei quali è possibile scegliere i programmi di carica/scarica/storage, il voltaggio, l’amperaggio, il numero di celle, il tempo di pausa tra le fasi del ciclo, l’allarme per la sovratemperatura etc. per ogni tipo di batteria. Sono sempre dotati di bilanciatori di carica, siano questi esterni o integrati; in questo modo si potranno caricare le batterie Li-Po in modo tale che le celle verranno caricate correttamente in modo bilanciato. Presentano poi il programma storage che ha il compito di portare il voltaggio delle singole celle tra i 3,80V ed i 3,85V. Tale operazione ci consente di non usare le batterie per alcuni mesi, stando tranquilli che non si rovineranno. Una cosa molto importante, che va ricordata: è che sono dotati di ottimi sistemi contro i cortocircuiti.

Tra questi caricabatterie esistono quelli alimentati:

  • solo a 12 Volt: hanno bisogno, per funzionare, di una batteria esterna tipo quella delle autovetture (spesso nelle piste o nei campi di volo, dove manca la corrente a 220 Volt, la batteria auto è l’unica soluzione) o di un alimentatore di rete da 220 Volt con una tensione regolabile in uscita da 9 Volt a 13,8 Volt e capace di erogare almeno 5A di corrente continua;
  • solo a 220 Volt: hanno integrato il proprio alimentatore di rete e funzionano solo se attaccati ad una presa di corrente a 220 Volt;
  • a 12 Volt e 220 Volt: sono in grado di operare sia con la batteria esterna, tipo quella delle autovetture, sia con il proprio alimentatore di rete integrato. Qualora lo si desideri, è possibile bypassare l’alimentazione integrata con un alimentatore di rete esterno da 220 Volt, con tensione regolabile in uscita.

I caricabatterie più diffusi sono sicuramente gli ultimi elencati che, essendo dotati di doppia alimentazione AC/DC, sono in grado di operare sia in casa sia in pista, con o senza corrente 220 Volt, garantendo all’utilizzatore la massima flessibilità di utilizzo. E’ da chiedere, in modo tassativo, quando si acquista un caricabatterie, se l’alimentatore di rete è dato a corredo con l’oggetto che stiamo per acquistare (poco importa se integrato o esterno). Se non é incluso, bisognerà acquistarne uno separatamente. In questo caso vi consiglio, per non essere “spennati vivi”, di acquistare l’alimentatore in un negozio di elettronica. Esistono alimentatori tipo GBC, KERT, Microset etc. che costano 1/3 di quelli “modellistici” e funzionano ugualmente, se non meglio.

Se volete spendere ancora meno, potete ricorrere agli alimentatori di tipo “switching”, usati generalmente per alimentare i pc. Questo tipo di alimentatori, oltre che costare meno, presentano anche il vantaggio di essere meno ingombranti e pesanti.

Accanto ai caricabatterie a singola uscita, esistono quelli a multipla uscita in grado di caricare più batterie contemporaneamente anche di diverso tipo.

Se da una parte questo tipo di caricabatterie é appetibile perchè é in grado di caricare contemporaneamente diversi pacchi batterie, d’altra parte presenta il difetto di non essere quasi mai dotati di un proprio alimentatore e, in caso di rottura, siete praticamente costretti a fermarvi totalmente. E’ quindi consigliabile (se non dovete gareggiare, caricare 4 pacchi batterie tutti contemporaneamente, etc.) acquistare un buon caricabatterie a singola o al massimo doppia uscita, dotato di doppia alimentazione 12 Volt / 220 Volt e con l’alimentazione integrata. Come per tutti gli apparecchi elettrici, che siano ESC, radiocomandi, motori etc., consiglio di acquistare fin da subito un oggetto che sia di fascia media. Se non si dispone immediatamente della somma necessaria è meglio attendere e procurarsi con calma l’intera cifra, piuttosto che ripiegare su prodotti di scarsa qualità che andranno certamente sostituiti entro pochissimo tempo.

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Gettermachine

Informazioni su Gettermachine

Credo che il modellismo abbia fatto sempre parte del mio DNA, ricordo infatti che sin da piccolo avevo la passione di lavorare con degli attrezzi, costruire oggetti, aprire giocattoli per verificare come fossero fatti al loro interno e per capirne il loro funzionamento. A consacrare questa mia passione fu una macchinina radiocomandata con motore a miscela che mi fu regalata per il mio decimo compleanno nel lontano 1986. Negli anni, questa mia passione si è sempre più consolidata fino ad abbracciare diversi settori modellistici e collezionistici, gokin, A/F, prop repliche, busti, auro r/c etc. Dal 1991 sono sulla rete come vortice11 e gettermachine, e dal 2006 ho dato vita al forum MetalRobot e ai siti gokin.it, metalrobot.it e onroadrc.it!