IL TORNIO PARALLELO


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ALCUNI REGOLE DA RISPETTARE

Quando si usa il tornio è buona norma seguire alcune semplici regole per lavorare in tutta sicurezza:

  • A) Usare sempre degli occhiali protettivi per gli occhi.
  • B) Non indossare anelli, bracciali, collane o indumenti con maniche lunghe e larghe, possono agganciarsi al mandrino in movimento molto facilmente.
  • C) Non avvicinare mai le mani al mandrino in movimento.
  • D) Rimuovere sempre le chiavi di manovra dal tornio prima di avviarlo, la chiave del mandrino può essere un vero proiettile se non rimossa e se il tornio viene avviato.
  • E) Se avete i capelli lunghi legateli e raccoglieteli all’interno di un cappello.
  • F) Serrate sempre correttamente il pezzo da lavorare all’interno del mandrino e controllatelo sempre due volte prima di avviare il tornio.
  • G) Avviate il tornio sempre a bassa velocità e aumentatela gradualmente.
  • H) Non rimuovete e soprattutto non tirate mai via con le mani i trucioli o i codoli di metallo, sono taglienti come una lametta, usate sempre delle pinze o dei manici in legno.

    TORNIO PARALLELO PER METALLI

Il tipo di tornio più diffuso, e conosciuto al mondo, è senz’altro quello parallelo. Le parti che compongono un tornio sono le seguenti:

il banco

la testa motrice, su cui sono montati: il mandrino, gli organi di movimento, le marce e la scatola che permette gli avanzamenti

la controtesta, sulla quale viene montata la contropunta

la slitta portautensili

  • IL BANCO

Per banco si intende la struttura diritta portante dell’intero tornio parallelo. E’ costruito in ghisa; sulla parte superiore del banco, chiamata anche banchina, troviamo installate le guide sulle quali viene montato il carrello porta utensile. Per aumentare la rigidità della struttura ed evitare delle torsioni nelle fasi della lavorazione, il banco presenta delle nervature che irrigidiscono l’intera struttura.

  • LA TESTA MOTRICE

La testa motrice è a forma di scatola ed, al suo interno, sono alloggiati gli organi necessari al movimento del mandrino. Il mandrino è l’albero principale del tornio, che riceve il movimento dalla trasmissione a cinghia o ad ingranaggi; può scorrere su cuscinetti a sfera o su bronzine. In moltissimi casi è forato al centro (mandrino cavo) per poter lavorare delle barre di diverse lunghezze. La trasmissione presenta anche un cambio a due marce L e H. L è una marcia bassa che dimezza (circa) i giri della marcia più alta H, es. L 11OO giri/min. H: 2500 giri/min.
I torni paralleli, oltre al cambio, possono variare i giri del mandrino, grazie allo spostamento di una cinghia interna sulle pulegge di trasmissione oppure tramite un potenziometro che interviene direttamente sui giri del motore elettrico.
Nel primo caso, le variazioni di velocità, a disposizione dell’utilizzatore, sono poche e prestabilite dal costruttore che ha deciso l’accoppiamento delle pulegge; nel secondo caso, invece, il potenziometro permette di variare i giri del mandrino da 0 al massimo, rendendo molteplici le opzioni a disposizione. In ultimo troviamo l’invertitore di moto che inverte il movimento del mandrino da orario ad antiorario e viceversa. Il perfetto funzionamento di un tornio parallelo dipende dall’ottima rigidità della testa motrice e dall’asse del mandrino perfettamente parallelo alle guide.

  • LA CONTROTESTA

La controtesta ha il compito di sostenere il pezzo da lavorare dalla parte opposta della testa motrice. E’ formata da un componente chiamato “corpo”, dove, all’interno, esiste una cavità cilindrica nella quale si trova un fuso conico in cui si può inserire:

una contropunta fissa

una contropunta girevole, munita al suo interno di cuscinetti

un mandrino porta punte, per effettuare dei fori al centro del pezzo.

Il fuso interno (A) può essere spostato con la contropunta o con il mandrino (per forare) verso l’esterno del corpo (B), quindi, in maniera assiale verso la testa motrice, tramite una madrevite interna (ricavata sul fuso stesso) sulla quale si avvita una vite collegata ad un volantino; girando in maniera oraria o antioraria quest’ultimo, si ha lo spostamento del fuso. Montata sempre sul corpo, troviamo una leva (C) che può bloccare il movimento del fuso in una determinata posizione. Il corpo della controtesta è dotato di una piastra che le consente di scorrere sulle guide del banco da destra verso sinistra e viceversa; tale piastra può essere bloccata in una determinata posizione grazie ad un dato.

  • SLITTA PORTA UTENSILI

La slitta porta utensili è costituita dal carrello e dalle tavole. Il carrello può scorrere parallelamente al banco sia in avanti che all’indietro. Questo movimento può essere fatto in maniera manuale, grazie ad un volantino, oppure in maniera automatica. L’avanzamento laterale automatico del carrello viene azionato da una leva, posta su quest’ultimo, la quale mette a contatto degli ingranaggi a cremagliera con una madrevite montata frontalmente al banco. Questa madrevite ha il compito di trasmettere agli ingranaggi del carrello, ed al carrello stesso, il moto del mandrino. L’avanzamento laterale automatico serve per effettuare principalmente delle filettature, ma, qualora lo si voglia, è possibile usarlo anche per la sgrossatura e la tornitura.

Sul corpo del carrello è montata una slitta trasversale che scorre in maniera perpendicolare all’asse del tornio.

Sulla slitta trasversale è montata una seconda slitta; questa, chiamata portautensili, scorre su delle guide parallele all’asse del tornio e può ruotare anche su se stessa grazie ad un disco chiamato “tamburo”, che ha una scala graduata sul suo contorno, in modo da far conoscere l’angolo di lavoro della slitta porta utensili quando si realizzano torniture coniche.

Gli avanzamenti della slitta trasversale e porta utensili avvengono tramite dei volantini costituiti da viti di comando, munite di reggispinta, in modo da eliminare dei possibili giochi assiali. I volantini di comando sono corredati di ghiere graduate che permettono di misurare gli spostamenti delle slitte.
Sulla slitta porta utensili viene installato un dispositivo chiamato torretta porta utensili; su quest’ultima vengono montati gli utensili per realizzare i lavori più vari.

Oltre a quanto descritto sopra, vanno prese in considerazione anche:
a)la distanza tra le punte, cioè la lunghezza massima del pezzo da lavorare. Essa è data dalla distanza massima tra la testa e la contropunta
b)il diametro massimo tornibile: è il diametro massimo che il pezzo da lavorare può avere ed è dato dall’altezza delle punte sul piano superiore del banco chiamato “banchina”.

Di seguito alcune possibili lavorazioni eseguibili con il tornio:

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